Armenia, la terra di pietra


In Armenia la pietra non è solo materia.
È memoria, è destino, è identità.

La chiamano la terra di pietra perché tutto, in questo piccolo Paese incastonato tra Caucaso e Medio Oriente, sembra scolpito nella roccia.

Dalle montagne spoglie ai canyon arancioni, a tutte le chiese medievali parte integrante del paesaggio.

L’Armenia però non ha solo il fascino dell’antico, ha la forza di un popolo che ha attraversato millenni di storia, imperi, rinascite e sfide moderne, ma anche grandi persecuzioni, mantenendo intatta una cultura profondamente radicata.

L’Armenia è uno dei Paesi più antichi del mondo. È di fatto la culla del cristianesimo, fu il primo Stato ad adottarlo come religione ufficiale nel quarto secolo dopo Cristo.

Negli ultimi decenni il Paese è stato segnato dalle tensioni nella regione del Nagorno-Karabakh, guerra che nel 2020 ha causato quasi settemila morti.

Questa è tuttora una questione complessa che ha influenzato la politica e l’identità nazionale.

L’Armenia offre un variegato assortimento di posti da vedere:

Il Tempio di Garni, l’unico tempio ellenistico conservato nel Caucaso. Colonne ioniche, sfondo montano e una vista spalancata sulla Sinfonia di Pietra, un canyon di basalti colonnari che sembrano un organo musicale gigantesco scolpito dalla natura.




Il Monastero di Geghard, interamente scavato nella roccia, è un capolavoro di acustica e architettura medievale. Le sue camere sotterranee illuminate da luci tremolanti sembrano fuori dal tempo. Patrimonio dell’UNESCO e must see.


Il Monastero di Khor Virap è in pratica il monastero simbolo dell’Armenia. Sorge in una pianura desolata con vista, a seconda del tempo buono, del Monte Ararat. Qui San Gregorio l’Illuminatore visse imprigionato per 13 anni.

Goris, una cittadina elegante, piena di verde, con case in pietra chiara e circondata dai monti. Punto di partenza ideale per passeggiate naturistiche.

Khndzoresk, il villaggio troglodita. Un vero e proprio labirinto di grotte abitate fino al secolo scorso, collegate da un ponte sospeso che oscilla su un canyon verde e profondo. Un luogo che racconta un modo di vivere arcaico e affascinante.

Tatev, la teleferica più lunga del mondo con i suoi 5,7 km sospesi nel vuoto, porta a uno dei monasteri più maestosi e remoti dell’Armenia. Il panorama del canyon di Vorotan lascia davvero senza fiato.

Lago Sevan, il mare degli armeni in una terra che non è bagnata dai mari. A 1.900 m d’altitudine, è uno dei laghi d’acqua dolce più grandi del mondo. Da non perdere la penisola con il monastero di Sevanavank e il pesce d’acqua fredda cucinato nei ristoranti locali.




Dilijan, la Svizzera armena, fatta di foreste rigogliose, aria fresca e monasteri immersi nel verde come Haghartsin e Goshavank. Perfetto per chi ama il trekking.

Gyumri, città d’arte famosa per i suoi artisti, per l’architettura nera in tufo e per la sua autenticità

Erevan, last but not least, la Capitale, oramai metropoli che si è trasformata da antica fortezza a in una vibrante città moderna. Erevan si presenta oggi come un affascinante mix di ampi viali in stile sovietico, architettura neoclassica e moderni caffè all’aperto.

L’Armenia è generalmente considerata una destinazione economica per i visitatori provenienti dall’Europa occidentale.

Non è difficile trovare alloggi di buona qualità a prezzi molto ragionevoli, soprattutto fuori dalla capitale. I mezzi pubblici sono economici. I taxi, spesso chiamati tramite app come Yandex Go, sono decisamente convenienti. Mangiare fuori è molto conveniente, un pasto completo in un buon ristorante può costare una bazzecola rispetto ai paesi europei.

La cucina armena è ricca e saporita, con influenze mediorientali e caucasiche, tra cui:

Dolma, foglie di vite o verdure ripiene di riso e carne macinata, spesso servite con matzoon, lo yogurt armeno.

Khorovats, il barbecue armeno. Carne marinata di maiale, agnello, manzo cotta su spiedini su brace.

Harissa, un piatto tradizionale a base di grano macinato e carne, solitamente pollo o agnello, cotto lentamente fino a diventare una sorta di porridge denso e cremoso.

Lavash, il tipico pane piatto armeno, sottile, morbido e spesso di forma ovale. La sua preparazione tradizionale è un’arte e un rito sociale. Viene cotto all’interno di un tonir, un forno di argilla interrato. Le donne stendono l’impasto e lo schiaffeggiano rapidamente sulle pareti interne del forno caldo per cuocerlo in pochi istanti. Viene conservato in grandi pile per un lungo periodo e, quando è necessario, viene spruzzato con acqua per ammorbidirlo.

Caffè Armeno, simile a quello turco, parte essenziale della vita quotidiana. Viene preparato in un piccolo bricco di rame chiamato jezve dove l’acqua, il caffè macinato finemente e lo zucchero vengono portati a ebollizione. È un caffè molto forte, denso e aromatico, servito in tazzine piccole, spesso accompagnato da dolci locali.

Gli armeni sono noti per la loro straordinaria ospitalità. Aspettatevi inviti a bere caffè o a condividere un pasto.

Nonostante il Monte Ararat sia in Turchia, la sua presenza visiva domina gran parte del paesaggio armeno ed è il simbolo spirituale e nazionale del popolo armeno.

Un viaggio in Armenia è un’immersione nella storia viva, dove la fede è palpabile e la pietra è l’unica vera testimone dei millenni.