
L’appellativo terra del fuoco nasce a causa dei fenomeni naturali legati all’abbondanza di riserve di petrolio e gas naturale nel sottosuolo che affiorano dal terreno in modo spontaneo e che per millenni ha dato origine a fiamme eterne. Fiamme venerate dagli antichi zoroastriani, per cui il fuoco era sacro.
L’Azerbaigian è un paese affascinante che si trova nel Caucaso meridionale, tra l’Europa e l’Asia, affacciato sul Mar Caspio, dove oggi il fuoco è un simbolo nazionale.
Paese dell’ex Unione Sovietica, è la prima repubblica laica e democratica nel mondo islamico e nel Caucaso. La prima ad aver concesso il diritto di voto alle donne (nel 1918), prima di molti Paesi occidentali. Nel 1920, fu invasa dall’Armata Rossa e divenne la Repubblica Socialista Sovietica Azera all’interno dell’URSS fino al suo crollo. L’indipendenza fu ristabilita nel 1991, a seguito del crollo dell’Unione Sovietica.
Oggi è ufficialmente una repubblica presidenziale, ma di fatto governata da un regime autoritario. Il presidente Ilham Alijev è al potere dal 2003, succeduto al padre Heydar Alijev, ex dirigente del KGB.
Il potere politico e mediatico è fortemente centralizzato. L’opposizione ha scarso margine di manovra, la libertà di stampa è limitata e le irregolarità elettorali denunciate sono state molteplici. In un certo senso è lecito parlare di “dittatura elettorale” o “autocrazia familiare” così considerato anche da molte organizzazioni internazionali.
Oggigiorno è un Paese con una forte dipendenza dalle sue riserve energetiche (petrolio e gas naturale), che lo rendono economicamente importante. La sua capitale, Baku, è stata un centro petrolifero fin dal XIX secolo e ha fornito gran parte del petrolio sovietico durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo ha dato ricchezza al governo e modernizzato Baku, ma anche generato forti disuguaglianze tra la capitale e le zone rurali.
Il Paese mantiene i confini terrestri chiusi con i Paesi vicini (in particolare Armenia, ma anche Georgia, Russia e Iran) principalmente a causa delle tensioni e delle conseguenze del conflitto del Nagorno-Karabakh e quello con l’Iran, delicato per motivi politici e identitari.

Con la Turchia c’è solo un piccolo collegamento attraverso l’exclave autonoma del Naxçıvan, separata dal resto del paese dal territorio armeno. Da notare che l’aspetto demografico rilevante è che circa un terzo della popolazione iraniana, che si trova concentrata nelle regioni settentrionali dell’Iran nota come l’Azerbaigian iraniano (con capitale Tabriz), è di etnia azera e parla una lingua strettamente imparentata con l’azero. Questo costituisce una popolazione azera in Iran significativamente più grande di quella del Paese.
Il Nagorno-Karabakh è una regione contesa, storicamente abitata in maggioranza da armeni, che si trovava all’interno dei confini dell’Azerbaigian. Dopo una prima guerra tra il 1992 e il 1994 conclusasi con il controllo della regione e dei territori limitrofi da parte delle forze armene, una seconda è avvenuta dal 27 settembre al 10 novembre 2020.
L’Azerbaigian, forte di un esercito meglio equipaggiato (anche grazie al sostegno della Turchia), riuscì a riprendere gran parte dei territori controllati dagli armeni intorno alla regione contesa. La guerra si concluse con un accordo di cessate il fuoco mediato dalla Russia, che prevedeva il dispiegamento di forze di pace russe e il ritiro armeno dai distretti circostanti il Nagorno-Karabakh, lasciando la regione stessa (denominata Artsakh dagli armeni) parzialmente autonoma ma sotto stretta supervisione.
Nel settembre 2023, l’Azerbaigian ha lanciato un’offensiva lampo che ha portato al pieno controllo dell’area e al massiccio esodo della popolazione armena. Un accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian, mediato dagli Stati Uniti, è stato siglato l’8 agosto 2025 a Washington, in cui è stato definito un riconoscimento reciproco dell’integrità territoriale, una rinuncia all’uso della forza, un’apertura di relazioni diplomatiche e commerciali e la creazione della “Trump Route for International Peace and Prosperity”, un corridoio infrastrutturale che collegherà l’Azerbaigian continentale con l’exclave di Naxçıvan attraverso il territorio armeno, pur mantenendo la sovranità armena.

L’Azerbaigian offre paesaggi diversificati e siti unici:
• Vulcani di Fango: l’Azerbaigian ospita quasi la metà di tutti i vulcani di fango del mondo. Sono piccole formazioni che eruttano fango freddo e gas, un fenomeno geologico unico.
• Qobustan: un sito UNESCO noto per le sue incisioni rupestri risalenti al Paleolitico.
• Khinaluq: un antico villaggio di montagna situato in alta quota, noto per la sua cultura unica e antichissima e la sua lingua isolata.
• Candy Cane Mountains: una catena montuosa caratterizzata da striature di roccia colorate (soprattutto rosse, rosa e bianche) che ricordano le famose caramelle a bastoncino.
• Yanardağ “La montagna di fuoco”, una collina da cui fiamme naturali bruciano incessantemente grazie al metano che fuoriesce dal sottosuolo.
• Ateshgah, il “Tempio del Fuoco”, un antico tempio zoroastriano del XVII secolo, costruito su un sito dove il gas naturale alimentava fuochi sacri. Oggi è museo e simbolo spirituale dell’Azerbaigian.
Il costo della vita in Azerbaigian è decisamente più basso rispetto a molte città europee, soprattutto per quanto riguarda beni di consumo e servizi locali.
Il salario medio si aggira intorno ai 1000-1100 manat al mese, (circa 500-550 €) e il salario minimo (intorno ai 400 manat al mese, circa 200 €) sono bassi rispetto agli standard occidentali, mentre affitto e trasporti (ben organizzati) sono relativamente economici. Baku è la città più costosa ma i turisti possono godere di un costo della vita sicuramente accessibile.
Un pasto completo in medio costa dai 4 ai 10 € e un affitto và dai 230 ai 400 €.
La cucina azera è influenzata da quella persiana e turca. Alcuni piatti da provare sono:
• Plov: riso allo zafferano, carne (agnello, manzo o pollo) e frutta secca (uva passa, albicocche). Lo Shah Pilaf è una versione cerimoniale cotta in una crosta di pane lavash.
• Dolma: foglie di vite ripiene di riso e carne.
• Kebab e shashlik : carne grigliata.
• Pakhlava azera – versione locale del dolce baklava turco
• Dushbara: Piccoli ravioli serviti in brodo.
• Qutab: Sottili torte a mezzaluna ripiene di carne, spinaci o zucca, cotte su una piastra convessa chiamata saj.
• Dovga: Zuppa a base di yogurt ed erbe fresche e a volte riso o ceci, servita calda o fredda.
• Azercay: Tè nero, che è la bevanda nazionale, servito in bicchieri a forma di pera (armudu).


