La festa di Yalda, in persiano شب یلدا, è una delle celebrazioni più antiche della cultura persiana e si festeggia nella notte tra il 20 e il 21 dicembre, in coincidenza con il solstizio d’inverno, la notte più lunga dell’anno.
È un momento magico che celebra la vittoria della luce sulle tenebre e la nascita di Mitra, l’antico dio del sole
Yalda ha radici pre-islamiche e risale alle tradizioni zoroastriane e mitraiche. Simboleggia la vittoria della luce sulle tenebre, da questa notte in poi le giornate iniziano lentamente ad allungarsi, rappresentando la rinascita del sole e della speranza.


Il termine Yalda deriva dal siriaco e significa “nascita”, riferendosi alla nascita del sole (e, simbolicamente, della luce).

Yalda è una festa familiare e intima, molto sentita in Iran e tra le comunità persiane nel mondo.

Caratteristiche sono:

In genere si tengono riunioni in famiglia, spesso nella casa dei nonni.

  • Si fanno delle veglie notturne, per resistere” all’oscurità
  • Si leggono poesie di Hafez usate anche come forma di divinazione
  • Si raccontano storie, o si suona della musica o si parla fino a tarda notte
  • Il rito, si esprime un desiderio o si pone una domanda silenziosa, poi si apre il libro a caso. La poesia che appare viene letta e interpretata come una risposta del destino o un consiglio per il futuro.

Il cibo ha un ruolo centrale e fortemente simbolico:
• Anguria, che protegge dalla malattia e dal freddo invernale, è curioso vederla in tavola proprio in pieno inverno!
• Melograno, considerato il frutto del paradiso, i suoi chicchi simboleggiano la fertilità e la gioia.
• Ajil, ossia frutta secca e noci


I colori rosso e verde richiamano il sole, il sangue della vita e la natura.
Ancora oggi Yalda è celebrata con grande affetto in Iran, Afghanistan, Tagikistan e tra i persiani della diaspora. È una festa laica e culturale, che unisce tradizione, poesia e legami familiari.

I colori rosso e verde richiamano il sole, il sangue della vita e la natura.
Ancora oggi Yalda è celebrata con grande affetto in Iran, Afghanistan, Tagikistan e tra i persiani della diaspora. È una festa laica e culturale, che unisce tradizione, poesia e legami familiari.


Tradizionalmente, le famiglie si siedono intorno al Korsi, un tavolo basso coperto da una grande coperta e riscaldato internamente, un tempo con braci, oggi con stufette elettriche. È il cuore della convivialità, dove gli anziani raccontano storie e miti antichi fino all’alba.

Il termine Yalda ha origini siriache e significa “nascita”. Sebbene sia una festa pre-islamica legata allo Zoroastrismo, oggi è una celebrazione laica che unisce tutti gli iraniani e molte popolazioni dell’Asia Centrale, indipendentemente dalla religione.

Shabe Chelleh è il nome più autenticamente persiano. È il termine che preferiscono molti puristi della lingua e riflette il legame profondo con i cicli agricoli e stagionali della terra.
Il termine deriva dalla parola persiana Chehel, che significa quaranta. E infatti secondo l’antica suddivisione del calendario persiano, l’inverno è diviso in due parti:

• Cheleh Bozorg, la Grande Quarantena, che dura 40 giorni, dal 21 dicembre al 30 gennaio. È il periodo del freddo più intenso.
• Cheleh Kuchek, la Piccola Quarantena, che dura 20 giorni, dal 30 gennaio al 20 marzo, fino a Nowruz, il Capodanno Persiano.


Yalda è decisamente una celebrazione della resistenza.
Per questo i persiani dicono simbolicamente all’inverno: “Non abbiamo paura del tuo freddo, il calore della nostra famiglia e la speranza del sole ci proteggeranno”.