
Quante volte vediamo un’atleta olimpionica e pensiamo solo al suo allenamento o alla sua
dedizione?
Il film Le Nuotatrici fa qualcosa di più, ci ricorda che a volte dietro i sogni si nascondono viaggi inimmaginabili.
Ispirato al libro Butterfly scritto dalla stessa Yusra Mardini, racconta l’incredibile esperienza vissuta da lei e dalla sorella Sarah, due nuotatrici siriane fuggite dalla guerra civile per cercare salvezza e rifugio in Europa.
Durante la traversata dalla Turchia verso la Grecia il gommone su cui viaggiano si rompe e le due sorelle si tuffano in mare, trascinando la barca a nuoto per oltre tre ore fino a raggiungere l’isola di Lesbo e salvando la vita di 18 persone.
Dopo un lungo viaggio e mille peripezie attraverso l’Europa, Yusra arriva in Germania, dove continua ad allenarsi e viene selezionata per partecipare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 e anche a quelle di Tokyo 2021.

Il film parte dalla Siria, passando per il viaggio in mare e si conclude con l’arrivo in Germania, descrivendo il difficile adattamento culturale, la burocrazia dell’asilo e la ripresa degli allenamenti di Yusra con l’allenatore Sven.
La vicenda di Yusra si svolge in parallelo con quella di Sarah, che a differenza della sorella sceglie la strada dell’attivismo. Questo offre un ritratto più complesso e completo delle diverse reazioni e percorsi che possono intraprendere le persone che fuggono da un conflitto civile come quello siriano.
Il film è efficace nel bilanciare il dramma della migrazione con la tensione del percorso sportivo, mantenendo sempre al centro il forte legame fraterno tra Yusra e Sarah, che rappresenta il vero cuore emotivo della narrazione.
Lo sport viene rappresentato nella storia come metafora di rinascita e le scene finali, in particolare quella in cui Yusra entra nello stadio olimpico, rappresentano la vittoria della vita sull’abisso.
La regista egiziana Sally El Hosaini unisce ritmo narrativo e sensibilità emotiva. Le due protagoniste hanno partecipato alla stesura della sceneggiatura e alla realizzazione del film, raccontando che alla prima proiezione nella sala si sono come sentite rivivere le scene.
Per aumentare l’autenticità, la stessa Yusra Mardini ha partecipato come stunt woman nelle riprese subacquee e molti degli attori che interpretano i profughi sono rifugiati reali.
Le Nuotatrici è un film che merita la visione non solo perché restituisce dignità alla figura del rifugiato, troppo spesso ridotto a numero o statistica, ma anche perché rappresenta un quadro fedele di esperienze ed emozioni comuni a migliaia di persone che difficilmente vengono raccontate al grande pubblico.








