Novi Sad non è una città che si arrende, ferita, si rialza; dimenticata, protesta; silenziata, trasforma il silenzio in memoria e la memoria in coraggio collettivo.
Novi Sad, spesso chiamata l’Atene serba per il suo ruolo culturale e intellettuale nei secoli XIX e XX, è una città elegante e malinconica affacciata sul Danubio. Capitale della regione autonoma della Vojvodina, ha sempre rappresentato un crocevia tra Oriente e Occidente, tra mondo slavo e Mitteleuropa, tra tradizione ortodossa e influenze austro-ungariche.
Fondata ufficialmente nel 1694, la città crebbe all’ombra dell’Impero asburgico, sviluppando un’anima cosmopolita fatta di serbi, ungheresi, tedeschi, slovacchi e altre minoranze. Questo mosaico culturale si riflette ancora oggi nell’architettura, nelle lingue che si sentono per strada e nella vivace scena artistica che le è valsa il titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2022.

Ma la sua storia non è stata solo luminosa. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Novi Sad fu teatro della tragica razzia del gennaio 1942, in cui centinaia di civili, in gran parte ebrei e serbi, furono uccisi e gettati nel Danubio ghiacciato. Anche negli anni ’90 la città visse momenti drammatici, nel 1999, durante i bombardamenti della NATO, tutti i ponti sul Danubio furono distrutti, ferendo profondamente il tessuto urbano e simbolico della città.
Il 1 novembre 2024, il crollo della pensilina della stazione ferroviaria ha ucciso 16 persone, scatenando un movimento di protesta guidato dagli studenti che per mesi ha paralizzato il paese, chiedendo giustizia e denunciando la corruzione. Al primo anniversario della tragedia, decine di migliaia di persone hanno osservato 16 minuti di silenzio, trasformando il dolore in una richiesta collettiva di verità.
Il simbolo indiscusso della città è la maestosa Fortezza di Petrovaradin, soprannominata la Gibilterra del Danubio. Arroccata sulla riva opposta del fiume, domina il panorama con le sue imponenti mura barocche e i suoi chilometri di gallerie sotterranee. Da lassù la vista sulla città è ampia e suggestiva, soprattutto al tramonto, quando il Danubio si tinge d’oro. Ogni estate la fortezza ospita l’EXIT Festival, uno degli eventi musicali più importanti d’Europa.
Nel cuore urbano si trova la città vecchia, Stari Grad, con le sue facciate pastello, i palazzi eleganti e la vivace piazza della Libertà, dominata dalla cattedrale cattolica in stile neogotico. Qui si respira un’atmosfera centroeuropea, tra caffè storici e passeggiate lente.

A pochi passi dal centro si estende il verde raffinato del Dunavski Park, un piccolo gioiello romantico con laghetti, ponticelli e alberi secolari, un luogo amato dagli abitanti per sostare, leggere o semplicemente osservare il tempo scorrere.
Poco fuori città si apre uno scenario completamente diverso, il Parco nazionale della Fruška Gora, una catena collinare coperta di boschi e vigneti. Qui si trovano numerosi monasteri ortodossi, come il monastero di Krušedol o quello di Grgeteg, custodi di affreschi, reliquie e secoli di spiritualità. È un luogo di silenzio e contemplazione, ma anche di natura incontaminata, perfetto per escursioni e degustazioni di vini locali.

Novi Sad ha la pelle dura, è una città che balla sui suoi bastioni, sa piangere i propri morti e, quando le cose si fanno dure, riesce a trovare la grinta per alzare la testa e ricominciare da capo.

