Un’organizzazione misteriosa minaccia di cancellare l’umanità sganciando ordigni nucleari in grado di estinguere la razza umana.

Siamo negli anni Sessanta, nel cuore pulsante della Guerra Fredda, tra intrighi internazionali e tensioni politiche pronte a esplodere.

L’americanissimo Napoleon Solo, elegante e imperturbabile agente della CIA, si trova costretto a collaborare con il glaciale Ilya Kuryakin, spia sovietica del KGB.

Due caratteri opposti, due mondi inconciliabili che si scontrano e si completano, formando una coppia irresistibile proprio perché incapace di sopportarsi.

Il loro continuo battibecco diventa la chiave comica e dinamica del film, una danza di sguardi e provocazioni che ricorda le grandi coppie dei “buddy movies” anni ’80, ma con un’eleganza tipicamente british.

Se pensate a “Danko” di Walter Hill, siete fuori strada: qui l’azione si intreccia con l’ironia tagliente, con rimandi raffinati alle celebri serie come “Simon Templar” o “Attenti a quei due”, impreziositi da un pizzico di humour alla “Tom & Jerry”.

Guy Ritchie reinventa lo spy movie con la sua regia inconfondibile: montaggio frenetico, fotografia vintage dai toni caldi e un uso audace dello split screen che moltiplica i punti di vista. Le battute, mai banali né volgari, evocano la classe del miglior 007 di Connery, mentre il ritmo alterna momenti di tensione a lampi di ironia.

Azione adrenalinica, belle donne, scienziati folli, inseguimenti mozzafiato e una colonna sonora d’epoca che accompagna perfettamente l’estetica rétro del film.

Operazione U.N.C.L.E. è un perfetto equilibrio tra omaggio e reinvenzione: un film per chi ama lo stile, il ritmo e la leggerezza intelligente del cinema d’avventura.

Nonostante i recenti blockbuster, Ritchie resta fedele alla sua linea autoriale. E alla fine, una domanda sorge spontanea: come sarebbe un Bond movie diretto da lui?
La risposta è semplice: una bomba ad orologeria.