
Cinquant’anni dopo la sua uscita, Profondo Rosso resta un capolavoro assoluto del cinema di genere, un meccanismo di terrore calibrato al millimetro, ancora oggi capace di ipnotizzare e inquietare.
Era il 1975 quando Dario Argento, già noto come il “maestro del brivido italiano”, firmava il film che avrebbe definito per sempre il linguaggio del giallo all’italiana, fondendo thriller, arte e musica in un’esperienza sensoriale senza tempo.
La trama, solo in apparenza classica, si apre con un delitto efferato: un pianista inglese (David Hemmings) assiste all’omicidio di una medium e, ossessionato dall’idea di un dettaglio sfuggito, si ritrova invischiato in un labirinto di sangue, specchi e ricordi rimossi. Accanto a lui, la giornalista interpretata da Daria Nicolodi porta ironia e calore, bilanciando la tensione glaciale del protagonista.
Argento orchestra il tutto come un direttore di sinfonia macabra. Le inquadrature ardite, il gioco di luci e ombre, l’uso espressionista del colore – quel rosso acceso che diventa simbolo e ossessione – trasformano ogni scena in un quadro vivente, degno delle tele di Francis Bacon.
La colonna sonora dei Goblin, con le sue sonorità progressive e pulsanti, non accompagna le immagini: le domina, le invade, diventando parte integrante della narrazione, una voce inquieta che anticipa la violenza e amplifica la paura.
Profondo Rosso è un film che non invecchia perché non appartiene a un’epoca, ma a un’estetica. È cinema puro, visionario, dove la logica cede il passo al sogno e l’orrore diventa arte. Ancora oggi sorprende per la sua modernità, per la regia elegante e per la capacità di far convivere bellezza e orrore nello stesso sguardo.
A mezzo secolo di distanza, l’opera di Argento continua a colpire come un pugno allo stomaco e ad affascinare come una melodia ipnotica. È il manifesto di un cinema che osa, che non ha paura di sporcarsi di rosso. Profondo Rosso compie cinquant’anni, ma il suo sangue scorre ancora vivo, lucido e spietato come allora.

Lo vedremo insieme venerdì 31ottobre 2025 al teatro Antica Valeria di Decimomannu, ore 20.30, al buio e sul grande schermo, per rivivere fino in fondo uno dei capolavori del cinema italiano.








