Se l’Iran avesse un’anima fatta di petali di rosa, versi sussurrati e giardini segreti, quella sarebbe senza dubbio Shiraz.
Situata nel sud-ovest dell’Iran, ai piedi dei monti Zagros, Shiraz è da secoli un crocevia di cultura persiana, arte islamica e raffinatezza letteraria. Il suo soprannome più celebre è la città dei poeti, perché ha dato i natali a due giganti della poesia persiana: Hafez e Sa’di.
Culla dell’impero persiano e crocevia di culture millenarie, Shiraz ha conosciuto epoche di splendore incommensurabile, specialmente sotto la dinastia Zand nel XVIII secolo, quando divenne capitale. Le tombe di Hafez e Sa’di sono meta di pellegrinaggio per chiunque cerchi conforto e saggezza nei loro versi. Passeggiare per i suoi viali significa respirare un’aria intrisa di storia, ma anche confrontarsi con le cicatrici del presente. La città è stata recentemente segnata dal tragico attacco terroristico dell’ottobre 2022 al santuario di Shah Cheragh, quando un uomo armato aprì il fuoco sui fedeli, uccidendo oltre una dozzina di persone e ferendone decine. Un evento che ha scosso profondamente la nazione e ha aggiunto un capitolo di dolore alla lunga storia di questa città resiliente.

Visitare Shiraz significa immergersi in un trionfo di colori, architettura e spiritualità. Ecco alcune tappe imprescindibili:
• Moschea Nasir ol-Molk. La Moschea Rosa è forse il luogo più iconico e fotografato della città, la sua vera magia si svela alle prime luci dell’alba. I raggi del sole filtrano attraverso le sue magnifiche vetrate colorate. È un’esperienza sensoriale unica che fonde arte, fede e natura in un abbraccio di pura bellezza.
• Mausoleo di Shah Cheragh. Questo imponente complesso funerario è uno dei luoghi più sacri per gli sciiti in Iran. Al suo interno riposano i fratelli Ahmad e Muhammad, figli dell’Imam Musa al-Kazim. Ma ciò che lascia senza fiato è l’architettura. Tutta la sua superficie, dalle pareti alle volte più alte, è ricoperta da milioni di minuscoli specchi, creando un’atmosfera scintillante e ultraterrena che sembra voler riflettere l’infinito.
• Bazar Vakil. Cuore pulsante del commercio tradizionale, questo bazar è un capolavoro architettonico dell’era Zand, voluto da Karim Khan nel XVIII secolo per stimolare l’economia della sua capitale. Passeggiare sotto le sue volte in mattoni, alte e fresche, significa fare un salto indietro nel tempo. Tra le sue corsie, suddivise per mestieri, tappeti, spezie, oggetti in rame, si respira l’autentica atmosfera dei suk persiani.
• Mausoleo di Ali Ebn-e Hamze. Luogo spesso meno affollato di Shah Cheragh ma altrettanto affascinante. Ospita la tomba di un nipote del settimo Imam sciita. La sua cupola a cipolla è un elemento distintivo dello skyline di Shiraz, ma l’interno, anch’esso mirabilmente decorato con frammenti di specchi veneziani, crea un’atmosfera di raccoglimento e luce mistica.
• Casa Shapouri. Risalente ai primi decenni del ‘900, questa storica dimora è un esempio perfetto dell’architettura residenziale signorile di Shiraz. Con i suoi due piani, le sue stanze affrescate e il bellissimo giardino, rappresenta un’oasi di pace nel centro della città, testimone di un’epoca di transizione e modernizzazioni.
• Bagh Eram. Questo giardino persiano è un trionfo di armonia e bellezza. Il suo nome evoca il paradiso terrestre, e passeggiare tra i suoi alti cipressi, le palme e i profumati roseti, ammirando lo splendido palazzo a tre piani. Le sue origini risalgono all’epoca selgiuchide, ma l’assetto attuale è frutto dei lavori delle dinastie Zand e Qajar.
• Tomba di Hafez. Più che una semplice tomba è un sacrario laico dove gli iraniani si recano per leggere le sue poesie, chiedere un sortilegio e rendere omaggio al loro poeta più amato. Il complesso attuale, progettato dall’archeologo e architetto francese André Godard nel 1935, è una raffinata sintesi di modernità e tradizione, con il padiglione ottagonale sormontato da una cupola a cappello di derviscio, che si specchia nelle acque del giardino.
• Cittadella di Karim Khan. Questa imponente fortezza, con le sue mura alte 12 metri e le possenti torri circolari, domina il centro di Shiraz. Voluta da Karim Khan come sua residenza e quartier generale, fonde elementi militari e residenziali. Dopo la caduta dei Qajar fu persino utilizzata come prigione, ma oggi è un museo che racconta la gloria della dinastia Zand.

Non lontano da Shiraz si trovano due siti archeologici di importanza capitale per la storia dell’umanità:
• Persepolis. L’antica capitale cerimoniale dell’Impero Persiano achemenide, fondata da Dario I nel 518 a.C. Non è una città nel senso moderno, ma un imponente complesso di palazzi, sale delle udienze e scalinate monumentali, finemente decorate con bassorilievi che raffigurano le delegazioni di tutte le nazioni sottomesse mentre portano doni al re dei re. Fu data alle fiamme da Alessandro Magno nel 330 a.C., e le sue maestose rovine, imponenti nella loro solitudine, sono oggi patrimonio UNESCO e simbolo della grandezza e della resilienza della civiltà persiana.
• Naqsh-e Rostam. A pochi chilometri da Persepoli, questa imponente necropoli scavata nella roccia è il luogo di sepoltura di quattro grandi re achemenidi, tra cui Dario I e Serse I. Le loro tombe, a forma di croce, si apriono sulla parete rocciosa. Al di sotto rilievi rupestri dell’epoca sasanide celebrano le vittorie e l’investitura divina dei loro sovrani.

È impossibile parlare di Shiraz senza menzionare il famoso vino che porta il suo nome. Secondo una leggenda medievale, uve persiane sarebbero state portate in Francia. Storicamente la regione produceva vino celebre nel mondo islamico medievale. Tuttavia, dopo la Rivoluzione Islamica del 1979, la produzione e il consumo di alcol sono severamente proibiti in tutto l’Iran. Sebbene l’uva Shiraz continui a crescere, oggi viene consumata solo come uva da tavola o trasformata in aceto e succo. Il vino che si trova oggi nel mondo proviene da innesti portati in Europa secoli fa, ma a Shiraz ne resta solo il ricordo poetico.
Ciò che distingue Shiraz dalle altre grandi città iraniane è la sua anima profondamente poetica e la sua atmosfera raccolta e malinconica. Se Esfahan è la città delle piazze reali e delle moschee blu, che ti parla di potere e maestosità safavide, Shiraz ti sussurra all’orecchio versi d’amore. Se Teheran è il caos vitale e la modernità, con i suoi musei e la sua energia frenetica, Shiraz è il tepore di un pomeriggio trascorso in un giardino storico, a leggere Hafez. È una città che ti invita alla contemplazione.
Shiraz è un’esperienza che va oltre la semplice visita turistica, è un viaggio nell’intimità dell’anima persiana, un luogo dove la bellezza architettonica si fonde con la profondità della poesia.

