
È la giornata della verità per l’ammodernamento e la messa in sicurezza della strada Statale 130 “Iglesiente”. Un percorso decisivo che prende vigore dalla seduta straordinaria del Consiglio comunale di Decimomannu, dove è arrivato un «sì» compatto a un intervento atteso da oltre trent’anni. Nell’Aula consiliare si è avvertita la forte consapevolezza del momento, con una piena convergenza tra la sindaca Monica Cadeddu e l’opposizione per garantire la protezione dell’arteria stradale. Tra il pubblico presenti anche i rappresentanti del Comitato locale, guidati da Ottavio Schirru, fermi sull’auspicio che i cantieri partano prioritariamente dal lotto decimese, il più esposto al rischio incidenti verso San Sperate, Cagliari e Iglesias.
Il «sì» unanime
«Siamo di fronte a un’opera fondamentale per la sicurezza e lo sviluppo della nostra comunità», ha espresso la sindaca Monica Cadeddu.
Le richieste approvate prevedono la cancellazione della bretella di via San Sperate con la deviazione su via Immacolata, lo spostamento del cantiere al vecchio campo sportivo per tutelare le proprietà private, l’ampliamento di via Napoli e una nuova rotatoria sulla complanare.
Pieno sostegno è giunto dall’opposizione con il consigliere Leopoldo Trudu, affiancato da Anna Paola Marongiu e Cristian Vargiu: «È una giornata estremamente positiva dopo tre decenni di impegni. Ribadiamo la priorità del nostro lotto e confidiamo di vedere i primi cantieri nel 2027».
La conferenza
Forte di questo mandato, l’attenzione si sposta ora interamente a Cagliari, dove domani mattina (26 agosto) alle 10 si terrà la seduta decisoria della Conferenza di servizi presso l’Assessorato dei Lavori Pubblici in viale Trento. Convocato dal Commissario straordinario Antonio Piu, l’incontro sincrono mira all’approvazione del progetto definitivo per l’eliminazione degli incroci a raso su circa 10 chilometri tra il km 3+000 e il km 15+600, coinvolgendo anche i territori di Elmas e Assemini.
L’opera, dal valore di 300 milioni di euro, trasformerà l’arteria in una strada extraurbana principale a quattro corsie con spartitraffico, quattro svincoli a livelli sfalsati e una rete di complanari. Al tavolo partecipa un vasto parterre istituzionale: per la Regione la Presidenza, la Struttura Commissariale, il Distretto Idrografico, l’ARPAS, il Genio Civile, le Direzioni dell’Urbanistica, del Paesaggio e degli Enti Locali; per lo Stato la Presidenza del Consiglio, i Ministeri delle Infrastrutture, dell’Ambiente e della Cultura, la Prefettura, l’Agenzia del Demanio e l’ANAS S.p.A. Risultano inoltre chiamati a esprimersi gli enti di trasporto e bonifica come RFI, ARST, CACIP, Tecnocasic, ENAS e il Consorzio di Bonifica, insieme ai gestori di rete E-Distribuzione, Terna, Abbanoa, Medea, Italgas e le società di telecomunicazioni Tim, FiberCop, Open Fiber, Fastweb, Vodafone e Infratel.
La determinazione finale equivarrà alla dichiarazione di pubblica utilità e all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio.






