
L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.
Questa frase d’apertura è probabilmente una delle più iconiche della letteratura moderna. Da sola contiene già l’essenza di The Dark Tower, tradotto nell’edizione italiana La Torre Nera, ossia inseguimento, ossessione, destino.
La Torre Nera non è semplicemente una serie di romanzi, ma il cuore mitologico dell’opera di Stephen King. Pubblicata nell’arco di oltre trent’anni (1982–2012), rappresenta il tentativo più ambizioso dell’autore di costruire un universo narrativo totale, capace di contenere e collegare gran parte della sua produzione.
King stesso ha definito La Torre Nera come il suo Signore degli Anelli, ma l’analogia è solo parzialmente corretta. King realizza un collage postmoderno, western, fantasy, horror, fantascienza, romanzo e metanarrativa si fondono in un’opera unica, imperfetta, a tratti caotica, ma profondamente personale.
È una saga che divide, amata visceralmente da alcuni, criticata duramente da altri. Ma è indiscutibilmente una delle imprese narrative più audaci della letteratura popolare contemporanea.
La storia ruota attorno a Roland Deschain, ultimo pistolero di un mondo che “sta andando avanti”, cioè in decadenza. Il suo mondo ha conosciuto un passato tecnologicamente avanzato, persino superiore al nostro, ma è poi regredito a una realtà arida e frammentata, simile a un Far West post-apocalittico.
Roland è ossessionato dalla Torre Nera, una struttura al centro di tutti i mondi, che tiene insieme la realtà stessa. Se la Torre dovesse cadere, l’universo cesserebbe di esistere.
Nel suo viaggio Roland non è solo: “chiama” persone da altri mondi e da altre epoche. Questi individui formeranno un Ka-tet, un gruppo unito dal destino, chiamato a salvare l’esistenza stessa. Insieme affrontano demoni, tiranni, intelligenze artificiali impazzite, mondi morenti e una minaccia centrale, le forze che vogliono distruggere la Torre per sete di caos o di potere.

La narrazione non procede in modo lineare né uniforme. Alcuni volumi sono lirici e dilatati, altri avventurosi, altri ancora fortemente sperimentali e meta-narrativi. Spesso il senso del viaggio conta più della destinazione.
I libri della saga sono otto: Il pistolero, La chiamata dei tre, Terre desolate, La sfera del buio, I lupi del Calla, La canzone di Susannah e La Torre Nera, capitolo finale. A questi si aggiunge La leggenda del vento, romanzo “filler” pubblicato successivamente.
Accanto a Roland troviamo personaggi memorabili: Eddie Dean, ex tossicodipendente ironico e profondamente umano; Susannah Dean, donna amputata con una complessa doppia personalità; Jake Chambers, bambino sveglio e cresciuto troppo in fretta. Insieme costituiscono il Ka-tet.
Tra gli antagonisti spiccano Randall Flagg, noto anche come l’Uomo in Nero e presente in molte altre opere di King, e il Re Rosso, entità malvagia di natura quasi cosmica.
Molti fan considerano La Torre Nera il vero centro di collegamento di romanzi come IT, L’Ombra dello Scorpione, Insomnia e ’Salem’s Lot. Dopo il grave incidente stradale del 1999, King accelerò la conclusione della saga, temendo di morire prima di portarla a termine. Tuttavia, il finale non è improvvisato, anzi era stato concepito così fin dall’inizio.

La Torre Nera è un’opera difficile, a volte pesante e poco digeribile, a tratti frustrante, ma sicuramente unica, coraggiosa e profondamente coinvolgente. Non è una saga per tutti e mette spesso alla prova la pazienza del lettore con deviazioni, imperfezioni e scelte radicali.
Il finale è divisivo, ma anche audace e filosoficamente coerente. Come suggerisce lo stesso King, non è il finale importante, ma l’avventura vissuta per arrivarci.
Per chi entra davvero nel viaggio, La Torre Nera diventa qualcosa di più di una serie di libri, diventa un’esperienza. Un lungo cammino che parla di ossessione, amore, perdita e destino. E soprattutto di una domanda fondamentale: quanto siamo disposti a sacrificare per ottenere ciò che desideriamo?

