Anche quest’anno Decimomannu onora il 25 aprile e rinnova l’impegno a mantenere viva la memoria della Resistenza e della lotta al fascismo.

Presenti questa mattina tutte le principali autorità religiose, civili e militari decimesi, dalla sindaca Cadeddu al comandante dell’aeroporto militare, il Col. Nicoletti, passando per la marescialla dei Carabinieri Puggioni ai rapprensetanti delle associazioni combattentistiche e d’armi, in particolare della Marina Militare.

La cerimonia è iniziata come di consueto con la messa dedicata ai caduti, officiata quest’oggi da mons. Fabio Trudu. Toccante il tema scelto per l’omelia, un passo de “La città di Dio” di S. Agostino che ci ricorda che ogni istituzione che non si ispiri a valori alti come la fratellanza, la giustizia e la legalità è destinata inevitabilmente alla rovina. Un monito attualissimo, in un momento in cui sempre più spesso la religione viene citata per giustificare violenza e aggressioni che nulla hanno a che fare con il messaggio cristiano.



Non da meno il discorso della sindaca Cadeddu:

«Il 25 aprile continua a interrogarci, a chiederci chi siamo e quale futuro vogliamo costruire. La libertà è stata una conquista difficile, dolorosa, pagata con il sacrificio di migliaia di donne e uomini. Persone comuni che, in un tempo straordinario e terribile, hanno trovato la forza di compiere scelte straordinarie.

Hanno rinunciato alla sicurezza, agli affetti, alla propria vita. Hanno conosciuto la paura, la violenza, la perdita. Eppure hanno scelto di non cedere, di non accettare l’ingiustizia, di non rassegnarsi. Hanno scelto di restituire dignità a un Paese ferito.

Ma il 25 aprile non è soltanto memoria, è responsabilità. Perché i tempi che stiamo vivendo ci inquietano. Distruzione, sofferenza, popoli in fuga: tutto questo ci ricorda quanto la pace sia fragile e quanto sia facile smarrire la strada.

E cresce, inevitabile, una preoccupazione: quella di vedere riaffiorare errori che pensavamo definitivamente superati.

Ed è proprio in questo tempo che sento ancora più forte, come Sindaca, il significato del giuramento che ho pronunciato davanti a voi: “Giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana.”

La Costituzione italiana nasce dalle macerie della guerra e dalla volontà di costruire un Paese in cui la persona, i diritti e la pace fossero al centro. È una scelta chiara, netta, che indica una direzione: quella della libertà, dell’uguaglianza, della democrazia.
E per me questo non è solo un principio astratto, è un impegno concreto, quotidiano.

Essere fedele a quel giuramento significa non dimenticare da dove veniamo. Significa sapere che ciò che abbiamo oggi è il frutto di un sacrificio che ci obbliga moralmente.

La libertà non è garantita per sempre. Va difesa, ogni giorno. Non solo nei grandi momenti della storia, ma nella vita quotidiana, nelle parole che usiamo, nei comportamenti che scegliamo, nella capacità di non restare indifferenti. Perché è proprio nell’indifferenza che si insinuano i rischi più grandi.

Oggi, nel ricordare chi ha sacrificato tutto per consegnarci un futuro, sentiamo il dovere di essere all’altezza di quella eredità. Di non disperderla. Di non tradirla.

E allora questo giorno non sia soltanto una celebrazione, ma una scelta consapevole. La scelta di custodire la libertà. La scelta di difendere la dignità delle persone. La scelta di costruire, insieme, una comunità più giusta.

Con gratitudine verso chi ci ha preceduto e con responsabilità verso chi verrà dopo di noi, rinnoviamo il nostro impegno. Non dimentichiamo, non restiamo indifferenti, non diamo mai per scontata la libertà.

Viva il 25 aprile, viva la libertà, viva la nostra comunità, viva l’Italia»



Immancabili come sempre anche le piccole perle di Andrea Farci, presidente dell’associazione combattenti e reduci e grande appassionato di storia militare.

Storie di uomini ordinari che pur di non piegarsi all’ingiustizia hanno pagato a caro prezzo la loro integrità, alcuni con i lager, altri con la vita. Tante piccole gesta che una dopo l’altra hanno permesso all’Italia di risollevarsi e di vivere con diritti e libertà. Da questo coraggio nasce la nostra Repubblica e la nostra Costituzione, beni da difendere con lo stesso spirito di chi le ha create quasi 80 fa.