Ci sono vite che sembrano preparate per un solo giorno.
Oggi, 11 settembre, il ricordo di una delle più grandi tragedie della storia moderna si intreccia con il ricordo dei suoi eroi. Tra questi ne spicca uno in particolare, Cyril Richard Rescorla, noto a tutti semplicemente come Rick. La sua è una storia di coraggio, istinto e straordinario senso del dovere.
L’11 settembre 2001, quando il primo aereo colpì la Torre Nord del World Trade Center, le persone nella Torre Sud ricevettero un annuncio ufficiale, restate dove siete, qui è sicuro. Ma un uomo si rifiutò di obbedire. Prese un megafono e cominciò a evacuare. Rick Rescorla era il vicepresidente della sicurezza per Morgan Stanley, aveva 62 anni.
Non era un uomo qualunque. Da bambino aveva visto arrivare nella sua città migliaia di soldati americani che si preparavano allo sbarco in Normandia. Quegli uomini gli rimasero impressi. Rescorla sviluppò molto presto una grande ammirazione per i militari americani e, ancora ragazzo, decise che sarebbe diventato un soldato.
A soli 16 anni lasciò la sua terra e scelse di entrare nell’esercito britannico.
Era l’epoca della National Service, la leva obbligatoria britannica. Avrebbe potuto fare semplicemente il servizio previsto. Rescorla invece scelse di arruolarsi volontariamente per un periodo più lungo.
Entrò nel Parachute Regiment, diventando paracadutista. La sua prima esperienza operativa arrivò a Cipro, durante l’insurrezione dell’EOKA contro il dominio britannico. Rescorla servì tra il 1957 e il 1960, anche in un’unità di intelligence.
Per il suo servizio ricevette la General Service Medal. Quando terminò il suo periodo nell’esercito britannico, avrebbe potuto tornare in Inghilterra e cercare un lavoro normale.
Invece scelse l’avventura e il pericolo, nel 1960 si trasferì in Africa per arruolarsi nella Northern Rhodesia Police, in quello che è l’attuale Zambia. Lì prestò servizio per tre anni come poliziotto di frontiera in un periodo di fortissime tensioni sociali e decolonizzazione violenta. Fu proprio in terra d’Africa che affinò le sue doti di sopravvivenza, la leadership e la capacità di mantenere la calma quando intorno a lui scoppiava il caos.
Tornato in patria nel 1963, Rick entrò nella prestigiosa Metropolitan Police di Londra. Era un lavoro sicuro, rispettabile e tranquillo. Ma la routine della città gli stava stretta, sentiva che il suo posto era sul campo di battaglia.
Così, nel 1963, lasciò Londra, attraversò l’Oceano Atlantico e si trasferì negli Stati Uniti per arruolarsi nell’Esercito americano . Dopo un durissimo addestramento da ufficiale paracadutista a Fort Benning, fu inviato in Vietnam con il famoso 7° Reggimento Cavalleria della 1ª Divisione Cavalleria Aerea comandato da Hal Moore.
Nel novembre del 1965, Rick fu uno dei protagonisti della battaglia di Ia Drang, la prima grande battaglia tra le truppe americane e l’esercito regolare del Vietnam del Nord, resa poi celebre dal libro e dal film We Were Soldiers.
La sua compagnia finì circondata da forze nemiche enormemente superiori nella zona d’atterraggio Albany. In un massacro durato ore, mentre il panico rischiava di travolgere i soldati, il tenente Rescorla dimostrò una freddezza leggendaria, e c’era un particolare che dice molto del suo carattere. Per mantenere alto il morale dei soldati, cantava.
Moore, anni dopo, lo avrebbe definito:
“The best platoon leader I ever saw.”
I suoi soldati lo soprannominarono Hard Rescorla e la sua foto scattata durante quel combattimento, con l’elmetto in testa, lo sguardo fiero e il fucile imbracciato, diventò la copertina del celebre libro di storia militare We Were Soldiers Once… and Young. Per il suo valore a Ia Drang fu decorato con la Silver Star, la Bronze Star e il Purple Heart.

Dopo aver lasciato il servizio attivo nell’esercito americano con il grado di Colonnello dell’Army Reserve, Rick avrebbe potuto di nuovo godersi la pensione e una vita serena. Si laureò in legge e insegnò persino all’università, prima di accettare l’incarico di responsabile della sicurezza per la colossale banca d’affari Morgan Stanley, che occupava ben 22 piani della Torre Sud del World Trade Center a New York.

Dopo il primo attentato del 1993 alle Torri Gemelle, Rick studiò la struttura delle torri. Contro il parere di molti dirigenti che consideravano le sue idee un’esagerazione, impose a tutti i dipendenti della Morgan Stanley esercitazioni di evacuazione a sorpresa ogni tre mesi, cronometro alla mano.
La mattina dell’11 settembre 2001, quando il primo aereo colpì la Torre Nord, dagli altoparlanti della Torre Sud arrivò l’ordine di rimanere ai propri posti perché l’edificio era sicuro.
Rick ignorò immediatamente l’ordine dei suoi superiori e dei gestori del palazzo, gridando la celebre frase:
“The dumb sons of bitches told me not to evacuate. They said it’s just Building One. I told them I’m getting my people the fuck out of here.”
E quando il secondo aereo si schiantò proprio contro la Torre Sud Rick era già in azione, impugnando un megafono e una torcia, guidò migliaia di persone lungo le scale di emergenza. E proprio come aveva fatto nelle giungle del Vietnam a Ia Drang, ricominciò a cantare canzoni popolari e marce militari per infondere coraggio e impedire il panico.
Grazie alle sue esercitazioni e alla sua decisione di evacuare subito, più di 2.700 dipendenti della Morgan Stanley si salvarono.
Quando la maggior parte delle persone era ormai in salvo sulla strada, Rick scelse di rientrare nel grattacielo per verificare che non ci fossero feriti o ritardatari bloccati agli ultimi piani. Fu visto per l’ultima volta al decimo piano mentre risaliva le scale. Poche decine di minuti dopo la Torre Sud crollò.
Prima di rientrare per l’ultima volta nel fumo, fece una rapida telefonata a sua moglie Susan per tranquillizzarla, lasciandole le sue ultime parole d’amore e di vita:
“Stop crying. I have to get these people out safely. If something should happen to me, I want you to know I’ve never been happier. You made my life.”








