L’orgoglio ritrovato della pecora nera: a Cagliari la storia di Sa Niedda


Si dice spesso: “Sei la pecora nera della famiglia”. Con questo termine si indica chi è diverso, fuori posto o addirittura in contrasto con il proprio nucleo familiare. Ma nelle colline incontaminate di Arbus, nel cuore della Sardegna, la pecora nera non è solo una metafora letteraria: è un animale in carne e ossa.

La pecora nella nostra isola è l’animale simbolo ma questa razza, questa particolare pecora esiste solo nell’arburese. Si chiama sa niedda o più comunemente la pecora nera di Arbus.

Una creatura affascinante che si colloca biologicamente e storicamente a metà strada tra la pecora bianca domestica e la selvaggia libertà del muflone sardo, avendo rifiutato nei secoli le rigide selezioni genetiche imposte dai mercati industriali.

A questa straordinaria razza autoctona e ai suoi preziosi derivati — oggi meritatamente inseriti nell’elenco ufficiale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (Pat) — è dedicato l’ultimo, attesissimo appuntamento della rassegna teatrale “Voci della Terra”.

L’appuntamento è fissato per domani sera, giovedì 11 giugno alle 20:30, presso il Teatro Adriano di Cagliari, in via Sassari 16.

La serata, intitolata significativamente “I prodotti caseari della pecora nera di Arbus”, è promossa dalla celebre Compagnia “Figli d’Arte Medas” guidata da Gianluca Medas, in stretta collaborazione con l’associazione Art’In e con il fondamentale supporto tecnico e scientifico di Laore Sardegna, che ha facilitato il prezioso contatto con i pastori e le realtà locali.

Non si tratterà di una semplice vetrina gastronomica o di un evento turistico, bensì di un profondo viaggio culturale e antropologico volto a celebrare l’identità più intima e profonda dell’isola.

Sul palcoscenico l’istrionico Gianluca Medas tesserà la narrazione storica e la memoria di questo splendido ovino e dei suoi pastori, storicamente marginalizzati da un mondo civilizzato che troppo spesso li considerava “selvaggi”.

Ad accompagnare il racconto ci saranno le note del Maestro Nicola Agus, mentre la cuoca Monica Saba, vera e propria custode dei saperi e delle antiche ricette della tradizione arburese, cucinerà in diretta succulenti piatti sul palco.

La storia di sa niedda è d’altronde una metafora potentissima: ridotta a soli 500 capi nel 2006, è stata salvata dall’estinzione perché oggi la tutela della biodiversità e le produzioni di nicchia hanno finalmente trovato un valore economico oltre che etico.

Il finale sarà interamente dedicato al coinvolgimento dei sensi: il pubblico potrà infatti degustare le prelibatezze casearie uniche preparate per l’evento dalla Gastronomia “Il Gusto dei Cannas” di Cagliari.

Un appuntamento ideale per riflettere su quanti sapori e identità rischiamo di perdere quando si giudica il mondo solo in base dell’immediato guadagno.