La festa di Mehregān è una delle celebrazione più importanti in Iran. Si tiene in autunno e celebra l’amore, l’amicizia e la luce.

Originariamente era tenuta in onore del dio Mithra, divinità della luce e della giustizia.

Quando arriva il suo tempo le persone si vestono con colori vivaci e le case vengono decorate con fiori e frutta autunnale. Melograni, mele, noci o cereali addobbano le tavole, sempre accompagnate da una bottiglia di vino sacro.
Poiché la festa è dedicata all’amicizia, è consuetudine scambiarsi doni e rafforzare i legami sociali.

Attualmente è la più importante tra le antiche feste zoroastriane (escluso il capodanno persiano) ed è ancora molto sentita perché correlata con l’equinozio di autunno.

Essa segna la fine della stagione agricola e celebra l’abbondanza dei prodotti della terra.

Secondo la tradizione iraniana in questo giorno sarebbero stati creati Adamo ed Eva e l’antico re Fereydun conquistò la Persia contro il tiranno Zahāk, governandola per lungo tempo dandole pace e prosperità.

La festa viene celebrata seguendo il calendario persiano, ultilizzato oltre che in Iran anche in altri paesi come il Tagikistan. Qui l’anno è suddiviso in 12 mesi a partire dal 21 marzo:

  • Farvardin فروردین (21 marzo -20 aprile)
  • Ordibehsht اردیبهشت (21aprile – 21 maggio)
  • Khordād خرداد (22 maggio -21 giugno)
  • Tir تیر (22 giugno – 22 luglio)
  • Mordād مرداد (23 luglio – 22 agosto)
  • Shahrivar شهریور (23 agosto – 22 settembre)
  • Mehr مهر (23 settembre – 22 ottobre)
  • Abān آبان (23 ottobre – 21 novembre)
  • Azar آذر (22 novembre – 21 dicembre)
  • Dey دی (22 dicembre – 20 gennaio)
  • Bahman بهمن (21 gennaio – 19 febbraio)
  • Esfand اسفند (20 febbraio – 20 marzo)

Le radici di questo calendario sono ultramillenarie e derivano da un antico sistema zoroastriano, una religione pre-islamica dell’Iran.

Nel 1074 fu riformato in una versione più precisa da una commissione di scienziati, tra cui il famoso poeta e matematico Omar Khayyam.

Se il calendario gregoriano, da noi utilizzato, presenta l’errore di un giorno ogni 3.226 anni, quello persiano ce l’ha ogni 141.000 anni. Il calendario antico invece aveva 12 mesi di 30 giorni e cinque giorni aggiuntivi ogni anno.

Nel calendario persiano ogni giorno del mese ha un nome specifico. Questi nomi erano legati a concetti divini, angelici o naturali zoroastriani. Ogni mese aveva un giorno che portava il suo stesso nome come Abāngān era il decimo giorno del mese di Abān, o Ordibeheshtgān era il terzo giorno del mese di Ordibehesht.

In particolare Mehregān è una festa che cade nel sedicesimo giorno del mese di Mehr. La festa si tiene per sei giorni dal 15 del mese (7 ottobre) fino al 21 (13 ottobre). In questo periodo si tengono canti, balli e preghiere. Altro aspetto caratteristico è la convivialità e la condivisione di pasti con famiglia e amici.



Molti bambini nati nel giorno di Mehregān ricevono il nome del mese, come Mehrab, Mehrdad, Radmehr per gli uomini e Mehrnaz, Mehrsa, Mehrnoush per le donne.

La festa è stata riconosciuta e iscritta dall’Unesco nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, testimoniandone la profonda importanza culturale e la funzione di promozione della coesione sociale in paesi come l’Iran e il Tagikistan.