
Se si deve scegliere una città iconica dell’Iran, la scelta non può che ricadere su Esfahan, anche molto di più della capitale Teheran.
Esfahan (in occidente nota anche come Isfahan) viene soprannominata “Nesf-e Jahān” (نصف جهان), ossia la Metà del Mondo. Questo appellativo risale al periodo d’oro safavide del XVII secolo e rifletteva la ricchezza, la grandezza, e la bellezza dei suoi monumenti, al punto che si diceva che per vedere il mondo intero non servisse altro che visitare Esfahan.
La città si trova nell’Iran centrale, nella fertile pianura del fiume Zayandeh Rūd, a margine della catena montuosa degli Zagros. La sua posizione centrale, storicamente strategica, le ha permesso di essere un crocevia culturale e commerciale.
Esfahan ha origini antichissime, risalenti a secoli avanti Cristo. Ma il suo maggior splendore è legato alla dinastia dei Selgiuchidi (XI-XII secolo), che ne fecero una delle capitali del loro impero e sviluppandosi come importante centro culturale, commerciale, politico e artistico e con i Safavidi (XVI-XVIII secolo), dove lo Scià Abbas I la rese capitale della Persia nel 1598. L’architettura e l’arte raggiunsero l’apice, facendo nascere il famoso soprannome.
Oggi è decisamente la capitale culturale dell’Iran, famosa per la sua arte, la musica tradizionale e l’artigianato (specialmente miniature e ceramiche).
Rispetto alle altre città iraniane, è molto più armoniosa e pianificata a livello urbanistico.
Esfahan è attraversata da un fiume (lo Zayandeh Rūd), sul quale sorgono spettacolari ponti in pietra che un tempo fungevano da dighe e luoghi d’incontro, come il Si-o-se Pol e il Pol-e Khaju.
È soprattutto un raro esempio di convivenza culturale e religiosa nell’area, con la presenza di una storica comunità armena cristiana, che ha luogo nel quartiere di Jolfa, dove spiccano le sue chiese.
I monumenti più importanti di Esfahan si concentrano in due aree: la Piazza Naqsh-e Jahān e l’antica Moschea Jameh.
La Piazza Naqsh-e Jahān (detta anche Piazza dell’Imam) oltre a essere Patrimonio Mondiale UNESCO, è il cuore della città safavide. È una delle piazze più grandi del mondo e un capolavoro di design urbano, un tempo usata per parate militari e partite di polo. Sui quattro lati si affacciano i monumenti più celebri:
• Moschea dell’Imam (o Moschea dello Scià): Situata sul lato sud, è il monumento più imponente. Famosissima per l’acustica perfetta sotto la cupola principale e per l’orientamento obliquo del suo cortile rispetto alla piazza. Fu costruita per essere allineata verso la Mecca, mentre la piazza segue la direzione nord-sud. Particolari le sue piastrelle di ceramica di sette colori.
• Moschea dello Sceicco Loṭfallāh: Si trova sul lato est ed era la moschea privata della famiglia reale. La sua particolarità è non avere minareti e la sua cupola ha una rara colorazione che cambia dal crema al rosa a seconda della luce.
• Palazzo Ālī Qāpū: Situato sul lato ovest, era l’ingresso e la residenza ufficiale di Scià ʿAbbās I. La sua caratteristica principale è la grande terrazza che offre una vista panoramica sulla piazza. Al piano superiore si trova la celebre Sala della Musica con nicchie a forma di vasi musicali (stucco intagliato) che servivano a migliorare l’acustica.
• Gran Bazar di Esfahan: Si trova sul lato nord della piazza, ed è un mercato storico, che si estende per chilometri collegando la piazza Naqsh-e Jahān con la Moschea Jameh (nell’antica piazza Kohneh). Qui si trova l’artigianato di Esfahan, in particolare tappeti persiani, Ghalamkaˉri (tessuti stampati) e Minakaˉri (smalti su metallo).

La Moschea Jameh invece è la più antica e la più grande moschea dell’Iran, anch’essa Patrimonio Mondiale UNESCO. La sua architettura è stata influenzata da varie dinastie.
Altri luoghi rilevanti sono:
• Chehel Sotoun (Palazzo delle Quaranta Colonne): palazzo e giardino con venti colonne che si riflettono nella vasca, creando l’effetto di quaranta.
• Hasht Behesht (Gli Otto Paradisi): un altro palazzo con decorazioni raffinate e giardini tipici persiani.
• I Ponti sul Fiume Zayandeh Rūd come il Si-o-se Pol (Ponte dei 33 Archi), elegante struttura a doppio livello, e Pol-e Khaju che originariamente progettato per servire anche da diga e da padiglione da tè, presenta archi più ornati ed è un luogo popolare per le riunioni serali.
• Chiese Armene del Quartiere Jolfa tra cui la Cattedrale di Vank nota per la sua fusione unica di architettura persiana e cristiana e per gli affreschi che raffigurano scene bibliche e la storia del martirio armeno.
• I Minareti Oscillanti: struttura funeraria che presenta due minareti la cui oscillazione (provocata da una persona) si propaga all’altro minareto e al resto della struttura.
Possiamo dire che non c’è nessun altro posto migliore di Esfahan dove:
• L’arte islamica raggiunge la perfezione.
• La storia convive con la vita quotidiana.
• Ogni angolo racconta una parte dell’identità iraniana.
E per questo gli iraniani dicono Esfahan, Nesf-e Jahān, Esfahan è la metà del mondo.


