Erevan, anche chiamata Yerevan, è una poesia di pietra rosa che risuona tra montagne imponenti e caffè affollati.

Capitale dell’Armenia, sorge intorno a 900/1.000 metri di altitudine su un altopiano attraversato dal fiume Hrazdan. Molte sue costruzioni sono realizzate in tufo rosa, ossia quella pietra locale che al tramonto si colora di sfumature calde, rendendo la città nota come la Città Rosa.

Da molti angoli della città, nelle giornate limpide, si può scorgere sullo sfondo il profilo
inconfondibile del Monte Ararat, vetta simbolica per gli armeni, anche se oggi in territorio
turco.

Quel panorama è un tratto distintivo che le dona un fascino particolare, quasi narrativo.



Erevan è tra le città continuamente abitate più antiche del mondo. Le sue origini si fanno
risalire all’ottavo secolo a.C. con la fondazione della fortezza Erebuni Fortress da parte del
re armeno-urarteo Argishti I.

Nel corso dei millenni la città ha visto passaggi di imperi, dominazioni persiane, russe,
sovietiche, fino all’indipendenza dell’Armenia nel 1991.

Oggi Erevan è una città moderna ma con le radici ben piantate nella sua storia antica, quel mix di tufo rosa, monumenti storici, ma anche vita contemporanea, cultura, musei, caffè e modernità.



Tra i luoghi da non perdere:

Piazza della Repubblica, cuore simbolico e geografico della città, definita il gioiello architettonico di Erevan. Intorno alla piazza sorgono edifici maestosi, musei, palazzi governativi, tutti costruiti con il caratteristico tufo rosa. Di notte le fontane centrali si animano con giochi di acqua, luce e musica, dando un’atmosfera magica e vivace.

Forte di Erebuni, dove ha origine la storia della città. La fortezza fu fondata nel 782 a.C. dall’antico regno di Urartu. Oggi il sito è un museo archeologico che espone reperti antichissimi e custodisce memoria di quasi 2.800 anni di civiltà.

Le cascate, una monumentale scalinata-terrazza con giardini, sculture, spazi d’arte: un mix tra natura, arte contemporanea e vista urbana. Dal punto più alto delle cascate si gode di una vista spettacolare sulla città e sul Monte Ararat, perfetta al tramonto.

Gök Jami, la cosiddetta Moschea Blu. Un segno del passato multiculturale di Erevan. Fu costruita nel XVIII secolo durante la dominazione persiana. Anche se la sua funzione religiosa è cambiata durante il periodo sovietico, oggi resta un sito architettonico e storico che testimonia la complessità del passato della città.

Memoriale del Genocidio Armeno, complesso è dedicato alla memoria delle vittime del genocidio del 1915. È un luogo di riflessione e di profonda importanza storica per il popolo armeno. Visitare il memoriale offre uno sguardo serio e rispettoso su un capitolo tragico della storia, ma anche sulla resilienza e l’identità dell’Armenia moderna.

La Erevan di oggi è una città molto viva, cosmopolita, con caffè, musei, ristoranti, locali. È un vero e proprio mix tra tradizione e contemporaneità. Il centro è in gran parte percorribile a piedi, e molti dei luoghi di interesse sono vicini tra loro.

Negli ultimi anni la capitale è diventata più facilmente raggiungibile anche dall’Europa grazie a voli low cost da varie città italiane, un fatto che rende possibile un viaggio anche per un weekend senza spendere troppo.

Molti trovano Erevan accogliente e sicura. Un mix di storia, cultura, calore umano. Un’esperienza di viaggio intensa anche per chi resta pochi giorni.

La città è quel luogo dove l’antico convive con l’arte moderna. Visitare Erevan significa immergersi in un’anima che ha conosciuto glorie e dolori, resilienza e rinascite, ed è riuscita a trasformare tutto in bellezza, in cultura, in vita. Il tutto sotto lo sguardo del maestoso Ararat, custode eterno di questa città color salmone.