Nel panorama dell’agitato Medio Oriente contemporaneo, una nazione si si staglia come un faro di pace, autenticità e saggezza politica, l’Oman.

Mentre altri paesi della regione hanno spesso fatto parlare di sé per conflitti o radicali trasformazioni, l’Oman ha intrapreso, fin dagli anni ’70 sotto la guida del defunto Sultano Qabus Bin Said, un percorso unico di modernizzazione rispettosa e di neutralità attiva nella politica internazionale.


Oggi il Sultanato è un paese stabile, sicuro e orgogliosamente legato alla sua identità. Non è una nazione fossilizzata nel passato ma un luogo dove la cordialità, la leggendaria ospitalità omanita e un profondo senso della storia dialogano con un presente ordinato e proiettato verso un futuro sostenibile, come testimonia il piano Oman Vision 2040. Visitare l’Oman significa immergersi in una cultura millenaria di navigatori, esploratori e poeti, in paesaggi di una varietà e di una bellezza mozzafiato.

L’Oman è un mosaico di paesaggi dove l’asprezza delle montagne si fonde con la magia senza tempo del deserto e di siti storici unici al mondo, tra cui spiccano:

Muscat, la capitale, l’essenza dell’Oman moderno. Non una metropoli sfrenata, ma una città distesa tra montagne e mare. Qui si visitano la Grande Moschea del Sultano Qaboos, capolavoro di arte islamica con il suo tappeto persiano monoblocco e il lampadario di cristallo, e i sontuosi interni del Palazzo del Sultano Al Alam. Il fascino antico vive nei suq come Muttrah, un labirinto di bancarelle che profuma di incenso, spezie e rose d’Oman.

• Gli wadi, dei canyon in cui letti asciutti dei fiumi diventano piscine naturali di un turchese abbagliante. Wadi Shab è il più celebre, un’escursione tra palme e pozze d’acqua dolce che culmina in una grotta con cascata segreta, accessibile solo nuotando. Wadi Bani Khalid invece offre laghi ampi e perenni in un’ambientazione quasi surreale nel cuore del deserto roccioso.

Wahiba sands, il deserto di dune omanita. Un mare di sabbia color ocra che cambia forma con il vento. Passare una notte in un campo tendato, sotto un cielo stellato incredibilmente limpido, ascoltando il silenzio o i canti beduini, è un’esperienza indimenticabile. Qui si vive l’essenza della vita tradizionale nomade.

Nizwa, l’ex capitale e cuore spirituale dell’Oman interno. Il suo Forte del XVII secolo, con la torre rotonda più grande del paese, e l’adiacente suq, il mercato caratteristico del venerdì mattina per la compravendita del bestiame, sono tappe obbligate. Nizwa è il simbolo della fierezza e della cultura omanita, lontana dalle coste.

Bimah Sinkhole, un fenomeno geologico spettacolare sulla strada costiera verso sud. Una dolina carsica piena di acqua salmastra di un colore azzurro intensissimo, a pochi metri dall’Oceano Indiano. La leggenda vuole sia stata creata da una meteora, la scienza dall’erosione. Un posto perfetto per un tuffo rinfrescante.

Salalah, la perla del Dhofar, regione dal clima unico. Durante il Kharif, il monsone estivo da luglio a settembre, si trasforma: le colline si coprono di un verde lussureggiante e sorgenti temporanee creano cascate. Qui si respira un’atmosfera più africana, si visitano le rovine dell’antichissima città di Uba, la Atlantide delle Sabbie, e le spiagge dove le tartarughe depongono le uova. È anche la terra dell’incenso, l’oro aromatico che ha reso ricca la regione per millenni.



Tra le altre cose importanti:

• I forti, l’Oman è costellato di oltre 500 forti e torri di guardia, simboli dell’ingegneria militare e dell’autonomia delle comunità locali. Quelli di Bahla, Jabrin e Nakhal sono tra i più belli.

• Il Jabal Akhdar, la Montagna Verde, parte dei Monti Hajar. Accessibile solo con un 4×4, offre climi freschi, terrazzamenti coltivati a rose e frutteti, e panorami da brivido lungo il Wadi Nakhar, noto come il Grand Canyon d’Oman.

• Le tartarughe, le spiagge di Ras al Jinz e Ras al Hadd sono tra i siti di nidificazione più importanti al mondo per la tartaruga verde. L’escursione notturna per osservarle è regolamentata e molto emozionante.

La cucina omanita è molto saporita, spesso speziata ma non eccessivamente piccante, con influenze arabe, indiane e dell’Africa orientale.

Shuwa, il piatto delle grandi feste. Carne di agnello o capra marinata in una pasta di spezie, voriandolo, cumino, cardamomo, paprica, avvolta in foglie di banana o palma e cotta per 1-2 giorni in un forno sotterraneo di terra. La carne risulta tenerissima e aromaticissima.

Majbus, il piatto nazionale quotidiano. Riso basmati speziato, zafferano, cardamomo e lime, servito con carne di pollo, agnello o pesce, spesso accompagnato da una salsa di pomodoro e cipolle.

Mishkak, spiedini di carne marinata, solitamente manzo o pollo, grigliati, spesso venduti come street food la sera.

Halwa Omana, il dolce tradizionale per eccellenza. Una gelatina densa e a base di zucchero, amido, acqua di rose, cardamomo e noci. Si serve in piccole porzioni con il caffè omanita amaro e profumato di cardamomo.

Pesce e frutti di mare, quasi sempre freschissimi lungo tutta la costa. Da provare il pesce alla griglia servito con riso e lime.

Rkhash, pane tradizionale non lievitato, cotto velocemente su una piastra calda, morbido e delizioso per accompagnare ogni pasto.



L’Oman non è una destinazione che si visita per il brivido della vita notturna o per architetture avveniristiche. Si visita per ritrovare un senso di pace, per meravigliarsi di fronte alla forza primordiale della natura, dalle dune del deserto alle gole dei wadi, e per scoprire una cultura ospitale e autentica, fiera del suo passato ma con lo sguardo rivolto al futuro. È un paese che accoglie il viaggiatore non come un turista ma come un ospite onorato, invitandolo a condividere la sua semplicità e la sua profonda bellezza. Un vero gioiello del Medio Oriente, da vivere con rispetto e curiosità, che lascia nel cuore il desiderio di ritornare.