Ammutadori, in lavorazione il primo horror epico firmato Mauro Aragoni


Una Sardegna selvaggia, cruda ma allo stesso tempo autentica. Quella di Mauro Aragoni è un’isola che riprende la sua anima più genuina, che scava dentro di sè per far riemergere il carattere che ha portato l’antico popolo degli Shardana a dominare i mari di tremila anni fa.

Il nuovo film del regista ogliastrino è ambientato in un momento chiave per la storia sarda, quando nel 215 a.C., durante la Seconda Guerra Punica, la coalizione guidata da Amsicora e Asdrubale sfidò le legioni romane nella decisiva battaglia di Decimomannu.

Partendo dalle vicende storiche inizia però un altro viaggio, quello che lega i fatti documentati ai miti e alle leggende che da tempo immemore popolano i racconti notturni dell’isola.

Aragoni riprende e rielabora demoni, spiriti e streghe riadattandoli in chiave cinematografica, unendo così storia e mito lungo un filo narrativo che tiene lo spettatore in suspense fino alla fine.

Protagonista della vicenda sarà ancora una volta Salmo, che dopo il successo con il cortometraggio Nuraghes sarà il volto del giovane guerriero Hiratho.

Dall’altra parte, nei panni del generale romano Appio, un altro nome ben noto al pubblico internazionale, quel Richard Sammel apprezzato in film come Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino o The Strain di Gulliermo del Toro.

Un film che si distingue nettamente da tutta la produzione isolana passata e attuale, lontano dai clichè e proiettato verso un cinema innovativo anche per il panorama nazionale.

La Sardegna è piena di storie che meritano di essere raccontate, ma insieme a quelle belle e rassicuranti ci sono anche quelle più crude e per questo più affascinanti, proprio come quella di Ammutadori.