Operazione di massima sicurezza nella mattinata di oggi per il trasferimento dei primi detenuti sottoposti al regime carcerario del 41bis verso la casa circondariale di Cagliari-Uta. Un dispositivo d’ordine eccezionale ha blindato il tragitto dall’aeroporto militare di Decimomannu fino alla struttura detentiva, mobilitando uomini e mezzi a terra e in volo.

L’operazione si è articolata in due fasi principali durante la giornata: il primo trasferimento si è svolto intorno alle 9 del mattino, seguito da una seconda tranche operativa verso le 13.

I ristretti sono giunti nell’isola a bordo di voli militari atterrati sulla pista dello scalo aeronautico di Decimomannu. Da lì, le colonne blindate scortate dalle forze dell’ordine hanno preso la strada verso il carcere di Uta.

L’intera area dell’hinterland compresa tra l’aeroporto, Decimomannu e Uta è stata sottoposta a uno stretto monitoraggio visibile anche dai residenti.

In cielo ha sorvolato costantemente la zona l’elicottero “Volpe 407” della Guardia di Finanza, che ha mantenuto quota e orbita di controllo a supporto delle pattuglie terrestri. A terra, il corridoio di sicurezza è stato presidiato congiuntamente da Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria.

L’arrivo dei primi 40 reclusi in regime di carcere duro rientra nel piano di ridistribuzione dei detenuti ad alta sicurezza coordinato dal Ministero della Giustizia, un tema che nei mesi scorsi ha sollevato accesi dibattiti politici e civici nell’isola per l’impatto sulla capienza e la gestione degli istituti di pena sardi. Con i trasferimenti odierni si concretizza l’avvio della nuova sezione ad alta sicurezza nella struttura di Uta, la cui operatività è ora presidiata dal massimo livello di allerta.


Sul posto anche l’ex presidente della Regione Sardegna Mauro Pili, che commenta con parole durissime l’arrivo dei detenuti sottoposti. Le sue dichiarazioni si sommano a quelle di associazioni storiche come Socialismo Diritti Riforme, che da anni denunciano la situazione insostenibile nelle carceri.

ɪꜱ ᴘʀᴇꜱᴏɴᴇʀɪꜱ ᴄᴜɴᴅᴀɴɴᴀᴜꜱ ᴀ ꜱᴜ 𝟦𝟣 ʙɪꜱ ᴀʀʀɪʙᴀɴᴛ ɪɴ ꜱᴀʀᴅɪɢɴᴀ, ɪꜱ ᴘʀɪᴍᴜꜱ ᴄᴜꜱᴛᴜ ᴍᴇɴɢɪᴀɴᴜ ᴇ ɪꜱ ᴀᴛʀᴜꜱ ᴀ ᴏʀᴀ ᴅᴇ ᴘʀᴀɴᴅɪ.

ᴍᴀᴜʀᴏ ᴘɪʟɪ, ɢɪᴀɪ ᴘʀᴇꜱɪᴅᴇɴᴛɪ ᴅᴇ ꜱᴀ ʀᴇɢɪᴏɴɪ ꜱᴀʀᴅɪɢɴᴀ, ᴄʜɪꜱᴛɪᴏɴᴀᴛ ᴀ ᴘɪᴛᴢᴜꜱ ᴅᴇ ꜱ’ᴀʀʀɪʙᴜ ᴅᴇ ɪꜱ ᴘʀᴇꜱᴏɴᴇʀɪꜱ ᴄᴜɴᴅᴀɴɴᴀᴜꜱ ᴀ ꜱᴜ 𝟦𝟣 ʙɪꜱ: «ᴅɪᴇ ᴛᴇʀʀɪ̀ʙɪʟɪ ᴘᴏ ꜱ’ɪ̀ꜱᴜʟᴀ»